sabato, 03 maggio 2008, ore 08:11

La citazione "La Musica è la voce dell’umanità, di qualsiasi tempo e luogo. Alla sua presenza noi siamo uno". – (C. Gray)

Brano Consigliato There Will Be A Light – Ben Harper & The Blind Boys Of Alabama (LP Live At The Apollo, Virgin Records - 2005)

Il vecchio Snaporaz lo sa: NatGeo Music sarà la sua rovina! Da quando è in onda il canale satellitare, si è aperta una finestra sul panorama musicale mondiale. Ben venga un rinnovato interesse per il mercato discografico, d’altra parte come occupare gli spazi tra la pubblicazione di un CD di Pat Metheny ed il successivo? Il quasi quarantaquattrenne tenutario di questo blog meglio farebbe a non lasciarsi “interessare” troppo dalla world music ed a rimanere concentrato sui moniti provenienti dagli estratti conto della propria Visa. 300 Euro di acquisti musicali su iTunes, in soli due mesi, hanno leggermente segnato il limite! Fortuna che si è imposto il solo acquisto di musica di qualità, tralasciando le tante chicche che la videolist quotidiana propone. E mentre l’elenco degli artisti interessanti continua ad allungarsi e ad occupare nuove pagine della moleskine, il vecchio Snaporaz è obbligato a tenere la Visa a freno e si consola divertendosi con i suoi video preferiti. A proposito, qualcuno sa come decodificare il testo del brano di Snook? Ehm… il Traduttore di Google non è attrezzato per lo svedese!

 

Jair Oliveira – Bom Dia Anjo [Trama 2002]

 

Café Tacuba – Eo [MCA Records 2003]

 

Juan Luis Guerra – La Llave De Mi Corazon [EMI Records 2007]

 

Snook - Snook, Svett Och Tårar [Playground Music Scandinavia AB 2006]

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sabato, 26 aprile 2008, ore 10:49

La citazione "E’ stato sempre un mio dono quello di saper ascoltare la musica. Non so da dove viene. C’è. E non mi faccio domande". – (Miles Davis)

Brano Consigliato Just An Hour  – Gabriela Anders (LP Wanting, WEA International Records - 1998)

La mia amica italo-argentina è una vera Porteña. Il nome ed il passaporto ne fanno un’italiana a pieno titolo, ma per metà è inglese. Se si dovesse giudicare da chi discende, sarebbe una vera Europea ed i tratti somatici lo testimoniano. Nella pausa caffè, mi confessa che le manca il suo paese. Le manca il calore dei rapporti umani che la nostra società ha conosciuto nella vita quotidiana e che ha smesso di vivere alla fine degli anni ’70; le manca il confronto intellettivo che in Italia trova solo con persone della mia età, ma che è totalmente assente con i suoi coetanei. Di solito, scappano! - mi dice. Mi racconta che ha cominciato a conoscere aspetti della cultura europea grazie alla lettura de Il Codice da Vinci. Un pessimo romanzo – confessa – ma dai contenuti a me totalmente sconosciuti. Mi racconta della dissennata politica economica di Menem, che ha portato l’Argentina al tracollo economico. Mi spiega con competenza e dovizia di particolari le cause del tracollo e mi chiede perché l’Italia non fa tesoro della disastrosa esperienza argentina e ne attua la medesima politica economica. Mi parla del tango e della cultura del tango, delle scuole di ballo e di quelle di musica, delle orchestre che suonano in strada in ogni angolo della capitale, della differenza di partitura tra il tango tradizionale e quello di Piazzolla. Non sono una musicista – confessa – ma mio padre e mio fratello lo sono. Mi parla del fascino e della sensualità dei tangheri, di una danza coinvolgente e di una musica struggente, ormai contaminata da influenze esterne. Ci sono stati tanti esperimenti musicali – commenta con estrema competenza – ma credo che l’unico davvero riuscito (al di là dei propositi commerciali) sia quello dei Gotan Project. Grazie a loro il tango non appartiene più alla sola cultura argentina, ma è conosciuto ed amato in tutto il pianeta. Poi mi fa dono di un CD, perché sa che amo il jazz ed i suoi derivati. E’ a metà strada tra Sade e Bebel Gilberto. Ti piacerà… l’ho scoperta solo un paio di mesi fa. Gabriela Anders… la conosco, è argentina… Davvero?! Ma lavora in Europa… o negli Stati Uniti? Da noi non la conosce nessuno! La suoneria del cellulare rammenta che la pausa è finita e che in ufficio c’è qualcuno che attende. Certo che sei uno strano tipo! Metti come sfondo Mastroianni sul cellulare e non ci assomigli nemmeno un po’. Beh, che c’è di strano? Volevo essere Mastroianni… ma la mamma non ha saputo fare di meglio!

 

Gotan Project – Vuelvo Al Sur [Ya Basta! 2001]

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martedì, 22 aprile 2008, ore 05:59

EARTH LINKS: Earth Day Network - Nat Geo Music - Lifegate

It's The Earth That Moves - Bibi Tanga Et Le Professeur Inlassable [Abeille Musique, 2007]

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mercoledì, 16 aprile 2008, ore 16:50

 

(Segnalo a tutti questo meraviglioso e dolcissimo ricordo a firma di giuba47.)

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martedì, 15 aprile 2008, ore 18:57

La citazione "Quando mi è capitato di nascere, la maggior parte dei miei simili si era allontanata da Dio. E per colmare questo vuoto aveva scelto come nuovo culto l’umanità, con tutti i suoi ideali di libertà e di uguaglianza.Tuttavia, non so se per coscienza o per prudenza, non riuscendo completamente Dio ne’ ad accettare fino in fondo l’umanità, siamo rimasti come alla deriva del mondo in quella distanza aristocratica da tutti comunemente chiamata decadenza. Insomma, siamo nati troppo tardi per Dio e troppo presto per gli uomini". – (Tratto da Canzone Della Non Appartenenza, di Giorgio Gaber)

Brano Consigliato Canzone Dell’Appartenenza  – Giorgio Gaber (LP La Mia Generazione Ha Perso, CGD/EastWest - 2001)

Son passate anche queste elezioni. Sento di dovermi associare a Paolo Mieli nell’affermare che tutto si è svolto secondo copione. Al di là del risultato generale, il mio plauso va a questa “scalcinata” cricca di bloggers che, con tanta passione, ha affrontato la campagna elettorale cercando di fare del proselitismo basato più sui contenuti che sui feretri delle ideologie. Una parte ne esce vittoriosa e gongolante, l’altra commetterebbe un grosso errore, se dovesse credere di essere stata sconfitta. Si è aperta ormai da tempo una nuova fase per questo Paese ed è bene che tutti ne abbiano consapevolezza. Seppellite definitivamente le ideologie, il pensiero politico delle democrazie occidentali ha nuovi orientamenti. Le nuove forze democratiche hanno come caratteristica comune l’essere progressiste. Anche in Italia, finalmente, cominciamo a non far differenza. La distinzione tra destra (centrodestra) e sinistra (centrosinistra) può definitivamente affermarsi non in base alle ideologie, ma al bagaglio politico e culturale dalle quali rispettivamente derivano. Ma c’è un dato politico sul quale tutti dovremmo riflettere: l’unità di intenti sia dell’una che dell’altra coalizione nel perseguire gli obiettivi necessari per questo Paese. I rispettivi programmi han dimostrato che sono gli strumenti a differenziarsi, ma gli obiettivi restano i medesimi. E la necessità di un dialogo costruttivo è divenuta ormai un’esigenza primaria. Credo sia stata una lezione di civiltà e di autentico spiritico democratico (come non se ne vedevano da decenni) il gesto di Veltroni di riconoscere la vittoria dell’avversario, in diretta televisiva ed a poche ore dallo spoglio delle schede. E credo sia stata altrettanto civile e democratica la dichiarazione del Cavaliere a SKY TG24 di rendere onore all’avversario e di asserire di voler affrontare questo mandato ormai certo, con spirito difforme da quello che ne ha caratterizzato il precedente, sia in tema di politica nazionale, sia in tema di politica estera, nell’interesse di tutto il Paese e non solo di una parte dell’elettorato. E credo che, questa volta, ci sia da fidarsi poiché l’egocentrismo, i provvedimenti ad personam ed il populismo hanno prodotto danni non solo all’immagine di questa Italietta (ritenuta dalla comunità internazionale un teatrino di marionette quindi, affatto credibile), ma anche all’immagine ed alla credibilità del Cavaliere stesso che aspira, per sua stessa affermazione, ad essere uno statista che vuol lasciare il segno nella storia di questo Paese. Certo, c’è tutto da costruire e non senza difficoltà. Ma credo che si cominci a creare il clima giusto per sedersi intorno ad un tavolo e riscrivere le regole che offrano a questa Italietta l’opportunità di tornare a fare la differenza. E seguendo l’esempio della Costituente, che lo si faccia senza escludere nessuno, nemmeno gli esclusi dal voto popolare, i quali avranno sicuramente tempo e voglia di riflettere sulle ragioni che ne hanno determinato la sconfitta e necessità di ripensare il proprio pensiero politico in base all’evoluzione socio-culturale del proprio elettorato. Ma credo che anche noi, come società civile, si possa fornire democraticamente il nostro contributo. Magari, si potrebbe partire proprio dalle pagine di questi nostri blog, per cominciare a rifondare una nuova cultura civica, un nuovo pensiero politico che abbia a cuore il progresso umano e sociale non solo del nostro popolo, ma anche quello dell’intera comunità di inquilini di questo pianeta disastrato. C’è bisogno di un nuovo pensiero politico, c’è bisogno una larghissima partecipazione alla vita politica dell’intera comunità, c’è bisogno dell’appassionato e libero contributo di tutti, nessuno escluso, in termini di idee e non di ideologie. C’è la necessità di ripensare il futuro delle nuove generazioni e decidere cosa lasciare loro in eredità, se un’inevitabile decadenza ovvero una fiorente rinascita. E la partita dovrà giocarsi non solo al nostro interno, ma anche sul ben più vasto scacchiere internazionale del quale (ci piaccia o no) facciamo e siamo sempre più chiamati a far parte. La cultura di pace che abbiamo cominciato a costruire dalla fine della II guerra mondiale, ha inevitabilmente cambiato la coscienza di popoli che, seppur diversi tra loro, aspirano al benessere comune. E sono appunto le esigenze dei molti, piuttosto che quelle di pochi o di uno, che devono muovere i nostri passi, cominciando a chiederci sin d’ora cosa possiamo fare noi per gli altri, piuttosto che ricercare cosa ottenere per noi stessi e solo per noi. Utopia? Personalmente la chiamo libertà. E scusatemi se torno a citare nuovamente Gaber, ma sono sempre più convinto che libertà è partecipazione, senza la quale la costruzione di culture e civiltà non sarebbe mai stata possibile, senza la quale non sarà mai possibile risolvere i problemi che affliggono la civiltà occidentale, le aree depresse del nostro emisfero ed il nostro stesso pianeta. Certo, certi cancri come odio, razzismo, guerre e violenza, non riusciremo mai ad estirparli, ma potremo contenerli, sino a quando non troveremo il modo di curarli. Si può e si deve fare! Davvero.

 

Giorgio Gaber – Destra Sinistra [GIOM, 1997]

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lunedì, 14 aprile 2008, ore 16:14

La citazione "Una volta che hai conosciuto il volo, camminerai sulla terra con gli occhi rivolti sempre in alto, perché là sei stato, e là agogni a tornare". – Leonardo Da Vinci

Brano dedicato Sad Tomorrows (or Flyin’ High [In The Friendly Sky])  – Marvin Gaye (45 RPM Single, Motown - 1971)

Con la tessera elettorale tra le mani, il vecchio Snaporaz si apprestava ad uscire di casa, attraversare la strada ed assolvere al suo dovere costituzionale. La suoneria del cellulare di lavoro, la domenica pomeriggio, equivale a due cose ben distinte: 1) se sei reperibile, c’è bisogno di te, 2) se non lo sei, c’è una rogna per il giorno dopo. “Mi hanno appena avvisato… non so come dirtelo… Alex… non si è aperto il paracadute…”. Improvvisamente il respiro si arresta, il cuore smette di pulsare, quella sensazione di tonfo dell’anima alla quale non ci si abitua mai e poi mai (e come si potrebbe?)… Il corpo si muove da se’, l’uomo si trova altrove. Il seggio, il voto, un salto a comprare le sigarette… il vecchio Snaporaz è totalmente assente. Al ritorno un’infinita serie di chiamate ricevute di amici e colleghi che attendono invano di sentirsi dire: “E’ uno scherzo!”. Non che non lo è… nonostante tutte le volte che ci abbiam riso su, non lo è. La TV è senza volume e gli sfottò dei milanisti via sms nemmeno si leggono. La notte scorre in continue sveglie, il sonno agitato. La mattinata uggiosa scorre tra un caffè ed una sigaretta. E’ pomeriggio. Gli italiani han votato. Chi ha vinto, chi ha perso, adesso importa poco o niente... ci sarà tempo per rendersene conto e comprendere se si è davvero sull'orlo del baratro o alla genesi di una nuova coscienza politica. Le telefonate si susseguono, l’una dopo l’altra. Tutto ciò che rimane è solo una cartolina, una di quelle che non si usa più inviare e che solo qualche giorno fa il vecchio Snaporaz aveva ricevuto. Ed i versi di quel brano di Marvin Gaye: Flyin’ high in the friendly sky, without leaving the ground. Rest of the folks are tired and weary and have laid their bodies down. I go to the place where danger waits… I did the best I could. Nobody understood! Addio, Alex!

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domenica, 13 aprile 2008, ore 11:21

 

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sabato, 12 aprile 2008, ore 08:19

La citazione "I nostri uomini politici non fanno che chiederci ad ogni scadenza di legislatura un atto di fiducia. Ma qui la fiducia non basta: ci vuole l'atto di fede". - (Indro Montanelli)

Brano consigliato Homebreakers  – The Style Council (LP Our Favourite Shop, Polygram - 1985) 

  

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domenica, 06 aprile 2008, ore 09:38

La citazione "Senza la memoria e le storie, chi siamo? Senza le storie, che ci raccontano le nostre identità, gli idiomi dei nostri padri, i loro credi e i loro sogni, non siamo niente, non possediamo nulla, neppure noi stessi". - (Leslie Marmon Silko, Pueblo)

Brano consigliato Going Back To My Roots  – Richie Havens (LP Connections, Electra/Asylum - 1980)

C’è che il vento non piace a nessuno. Quando arriva agita l’anima come foglie sui rami, scompiglia i pensieri come fogli di giornale che volano per strada. Non ci attraversa, ma si infrange. Ed agita le nostre esistenze, mettendole a soqquadro. Ci costringe a correre ai ripari, a rimettere ordine tra quella pila di vita e pensieri lasciata in ordine sul tavolo del nostro cammino esistenziale, nel nostro personalissimo diario di bordo. Fogli sollevati in volo senza meta ne’ destinazione, pagine agitate come esili arbusti. In quel caos di vita e pensieri, si fa fatica a ritrovare il segno, a sistemare fogli in ordine cronologico. Su quelle pagine, su quei fogli, gli eventi della nostra esistenza. Alcuni lieti… ci riempiono il cuore e ci commuovono, esattamente come il giorno che li abbiamo vissuti. Altri ancora, tristi e dolorosi… riaprono ferite mai rimarginate, riacutizzano fitte dell’anima, gonfiano di lacrime i nostri occhi. Alla somma dei nostri molteplici: perché? il vento, beffardo, urla in faccia: Era destino che tu arrivassi qui! No, mio caro vento. Il destino non esiste! Ci sono solo scelte. Giuste o sbagliate… ma sono solo scelte! Ecco come siamo arrivati qui! Che, come te, siam nati liberi… liberi di dirigere i nostri passi, i nostri pensieri, le nostre azioni, le nostre esistenze in ogni dove. Seguendo le correnti, ovvero attraversandole. Perché questo è il nostro Tempo… Tempo perduto, si dirà. Ma questo Tempo è fatto come altri cento giorni di vento. Vento e fontane, segnano il tempo con le campane…

 

Sergio Cammariere – Tempo Perduto [EMI Music, 2002]

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mercoledì, 02 aprile 2008, ore 05:58

 

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